frankenstein circolarità della scrittura

Cosa insegna Frankenstein sulla circolarità della scrittura

Frankenstein è il capolavoro di Mary Shelley, un romanzo tra i più importanti (e impegnativi) dell’Ottocento inglese. È un’opera che porta al centro una delle questioni più profonde dell’esistenza,, tra tutte la questione se l’uomo nasca buono oppure cattivo.

O magari nasca buono e la società lo trasformi fino a renderlo diverso, oppure nasca già con una parte oscura e la società contribuisca a finire il lavoro. È il concetto del ‘buon selvaggio‘, qui la pagina di Wikipedia che lo sviluppa.

Questo tema resta sempre attuale e invita alla riflessione, ma Frankenstein nasce come una delle strutture narrative più sofisticate di sempre.

Una storia contiene un’altra storia, che a sua volta ne contiene un’altra ancora.

L’immagine è quella di una scatola che ne racchiude molte altre e che, alla fine, ritorna al punto di partenza.

Anche senza entrare nei dettagli della trama, che molti conoscono, è chiaro che questa scelta è intenzionale.

Ma cosa collega Frankenstein alla circolarità della scrittura moderna, fatta di articoli, email, post e pagine web che scorrono veloci?

E in che modo una struttura circolare può creare un testo capace di dare soddisfazione a chi legge?

La risposta si trova proprio nel modo in cui il testo accompagna il lettore.

Cosa significa circolarità nella struttura

Un testo circolare parte da un punto e ritorna allo stesso punto.

Il cerchio si chiude e il percorso assume un senso completo.

È un viaggio che riporta a casa, ma con una consapevolezza diversa rispetto all’inizio.

La circolarità può assumere forme diverse e si sviluppa su più livelli.

Può essere tematica quando il testo si apre e si chiude con la stessa domanda, con un’immagine o con un’emozione che ritorna. Può essere strutturale quando la narrazione riprende il punto iniziale e può essere narrativa quando il protagonista ritorna nel luogo da cui tutto ha avuto origine.

Mary Shelley scrive Frankenstein nel 1816 e costruisce il romanzo secondo questa logica, perché un esploratore racconta la propria esperienza attraverso delle lettere, durante il viaggio incontra il dottor Frankenstein che inizia a raccontare la propria storia e all’interno di questo racconto prende voce anche la creatura, che condivide la sua esperienza.

I livelli narrativi sono tre e si intrecciano tra loro. Ogni livello conduce al successivo e, alla fine, tutto ritorna indietro.

Il cerchio si chiude e il lettore vive un’esperienza completa.

La circolarità della scrittura nei contenuti moderni

Anche una newsletter può avere una forma circolare, anche un articolo può aprirsi con una domanda e chiudersi con una risposta oppure con la stessa domanda trasformata.

Un esempio aiuta a chiarire.

Una frase, o una domanda, può rappresentare l’apertura di una mail o di un articolo, ad esempio: fai fatica a capire se le tue piante hanno sete?

Nel corpo del testo trovano spazio analisi, esempi e strumenti pratici, ad esempio: X consiglio per Y pianta.

Nella chiusura accompagni chi legge al punto iniziale, ad esempio: oggi hai capito che se fai fatica a capire se le tue piante hanno sete è una questione di conoscenza e di pazienza, perché alcune piante bevono come i cammelli mentre ad altre basta un bicchierino di acqua piovana una volta alla settimana.

Il punto iniziale ritorna e il cerchio si chiude con una forma di cura narrativa che dimostra attenzione verso chi legge.

Perché la circolarità nella scrittura funziona

La circolarità funziona perché il testo ha un senso chiaro, il lettore percepisce che esiste una struttura pensata e che nulla viene lasciato al caso.

Allo stesso tempo il contenuto diventa memorabile, resta nella memoria, perché la mente riconosce gli schemi e il cerchio è uno dei modelli più forti, in quanto si apre e si chiude e accompagna il lettore senza lasciare elementi sospesi.

Questa coerenza genera fiducia? Yes, e chi scrive in modo coerente rafforza il proprio messaggio perché chi legge prova una sensazione di soddisfazione, anche a livello inconscio, in quanto ha seguito un cammino che ha trovato il la sua conclusione.

Come usare la circolarità nella scrittura

Un testo può riprendere l’immagine iniziale nella parte finale.

Una parola chiave può essere introdotta all’inizio e ritornare alla fine.

Un’emozione può accompagnare tutto il percorso e riemergere nella chiusura.

Anche la frase finale può evolvere l’incipit oppure ribaltarlo.

Ad esempio, un articolo che affronta un tema giornalistico può iniziare con una riflessione sugli impatti economici del turismo in un paese. Il testo può proseguire con dati, analisi e proposte. Nella chiusura il contenuto ritorna al punto iniziale e propone soluzioni concrete per migliorare la situazione.

È sempre utile pensare fin dall’inizio a dove si vuole accompagnare chi legge. Una struttura semplice può aiutare a costruire il percorso e il ritorno al punto iniziale deve risultare naturale e armonico.

Torniamo un attimo a Frankenstein

Frankenstein è e resta un esempio potente di questa costruzione narrativa e la scrittura moderna, digitale e veloce che sia, può sicuramente ispirarsi alla circolarità, ovviamente calandola nei tempi moderni e nel mezzo che sta veicolando il messaggio (mail, articolo, post social…). 

La frase che ci insegna è questa: se il cerchio si chiude il senso resta e, probabilmente, questa è un’eredità di cui è bene sempre fare tesoro.

La canzone consigliata di oggi è Frankenstein di Antony & The Johnsons (oggi Anohni and the Johnsons)

Foto di Laura Chouette su Unsplash

 

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