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Il ghepardo è un gatto enorme e non credo che un piattino di latte basti a soddisfarne l’appetito. Sherlock Holmes
information architecture

Information architecture: una base felice dalla quale partire

02/01/2017 - SCRITTURA WEB, SCRIVERE - , , ,

 

Inizia un nuovo anno e inizia una nuova avventura, quella di creare un’informazione buona e strutturata in materia di copywriting. La parola ‘architettura’ ci frulla da molto tempo in testa, quindi quale concetto migliorie dell‘information architecture per spiegare il lavoro di partenza del copywriter?

Se non vogliamo scomodare la lingua inglese dobbiamo parlare dell’architettura dell’informazione, concetto affrontato per la carta stampata e, in tempi più recenti, per il copywriting applicato al web. Bella è la definizione data dall’Information Architecture Institute, che ha definito l’architettura dell’informazione come:

l’arte e la scienza di organizzare ed etichettare siti web, comunità online e software, ma anche l’intranet, con lo scopo di favorire due concetti di grande interesse, la trovabilità e l’usabilità.

Gli stessi obiettivi possono serenamente trovare applicazione nell’universo del copywriting, perché i testi che dobbiamo produrre devono essere trovabili e sicuramente usabili. L’usabilità è il concetto chiave, perché un testo non deve essere scritto tanto per fare, per riempire le pagine o solo per far piacere ai motori di ricerca, ma deve essere di utilità concreta al fruitore.

Pochi giorni fa abbiamo commentato un video pubblicato su Facebook, che inneggiava alla completa inutilità del blog. Che dir si voglia, anche se qualche sezione era edulcorata, il concetto che il video passava era il seguente: non fate il blog, perché rischiate di perdere tempo, affidate i soldi che ci spendereste a noi che ve li facciamo fruttare in contatti. Inorridiamo di fronte a questa comunicazione, aggressiva e banale, che dimentica la funzione principale della rete e non si concentra sulla usability degli strumenti. Chi vuole convertire ha mille e più modi per farlo, ma i processi di marketing non devono, in nessun caso, dimenticare di fornire un servizio agli utenti. Senza il servizio comunicativo sparirebbe, infatti, la missione di condivisione, di confronto e di comunità propri della rete. Buonismo? Utopia? No, realtà e salvaguardia di una rete che è spesso inquinata da contenuti di cattivo gusto, dove i marketers e le aziende più spreguidicate pensano che i siti siano solo dei contenitori ai quale legare delle optin page ben scritte ( mah….) o degli strumenti succhia indirizzi che si convertiranno in clienti felici e soddisfatti.

La nostra visione è diversa, è un manifesto chiaro sull’utilità del blog, che deve esulare dalla pura funzione commerciale e andare oltre, perché solo la comunicazione e l’informazione possono salvare il web dalla pochezza dei intenti di molte persone. Dopo questo sfogo di inizio anno torniamo ai concetti che contano, all’information architecture che può permettere al testo che stiamo scrivendo di proporsi bello, leggibile, chiaro e delicato. I lettori ci devono trovare un’utilità, devono sentirsi sazi di informazione, incuriositi se lo scopo è commerciale, stimolati se si tratta di un approfondimento.

La buona architettura del testo assomiglia alla costruzione di una casa, dove le parole sono i mattoncini e il collante è l’intelligenza. Le finiture sono la creatività di chi scrive e il risultato deve essere una casa forte ma bella, confortevole da abitare, un luogo sicuro al quale approdare. Parleremo dell’architettura dell’informazione in seguito, per ora fissiamoci un po’ su questo argomento, perché ogni testo possa concorrere a rendere il nostro sito e il nostro blog più belli, più forti e più solidi nel corso del tempo.

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