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Il ghepardo è un gatto enorme e non credo che un piattino di latte basti a soddisfarne l’appetito. Sherlock Holmes
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Copywriting: chi semina vento raccoglie tempesta?

08/06/2017 - MARKETING - , , ,

Fra i pensieri che affollano la mia testa al mattino c’è questo: chi è il mio cliente ideale?

Discutevo l’altro giorno con un amico collaboratore sull’inquinamento che tanti pseudo-guru stanno facendo in rete e di quali sono i clienti ideali con i quali vorremmo lavorare.

Alla fine della chiacchierata siamo giunti alla stessa conclusione: vorremmo lavorare con persone che non si lasciano affascinare dalle false promesse. Questo spunto mi permette di parlare oggi, del messaggio in generale che il copywriting di qualità deve veicolare e di quanto sia vero il detto ‘chi semina vento raccoglie tempesta‘.

Lo stile di copy che viene impiegato può, infatti, decretare la personalità del lettore interessato.

Mi spiego meglio. Sappiamo che la prima parte di ogni prodotto di copywriting, sia esso l’incipit di un articolo e, meglio ancora, la titolazione delle landing o delle lettere di vendita, conquista il lettore passionale, quello che acquista il bene o il servizio di impulso, senza pensare al portafoglio e anche senza pensare se quel bene gli serve per davvero.

Proprio così, quindi è su questa prima parte del testo che il copywriting deve concentrarsi con attenzione, perché può decretare la vendita e il successo di una campagna di vendita in rete.

Molto bene, se questa sezione viene esposta con tono aggressivo, forte nel linguaggio quando addirittura forzato, chi verrà conquistato da questo stile?

La riposta è ‘chi è d’accordo’, chi lo adotta, chi lo sente proprio. Se 1+1 fa 2 allora queste personalità saranno forti e aggressive tanto quanto lo è il messaggio e si aspetteranno di avere in cambio un risultato rapidissimo nei tempi, nonché ‘enorme’ dal punto di vista della resa commerciale.

Un title di una lettera di vendita per uno studio di avvocati può recitare così:

Dedicato a chi si è rotto le palle del fisco e vuole stracciare tutte le multe che ha a casa’

Questo title è aggressivo, scurrile, offensivo e anche sgarbato, ma molti pseudo-guru del copy consigliano le persone di adottarlo, perché fa leva sui lettori.

Ma chi sono questi lettori? In primis persone ricoperte di multe e che quindi, buon senso vuole, gente che non rispetta di norma la legge. In secondo luogo persone che se leggono una parolaccia non si stupiscono, anzi, ne sono affascinate. In due parole: persone aggressive.

La domanda sorge quindi spontanea: come si comporterà con me questo cliente? Sarà dolce come uno zuccherino, capirà le strategie che gli propongo e saprà aspettare di raccogliere i frutti maturi del lavoro di copywriting? La riposta è, al 100% no, quindi vale ancora una volta il detto ‘chi semina vento raccoglie tempesta’.

Il buon copywriting non ha bisogno di questi titoli, non ha bisogno di conquistare lettori di questo tipo perché fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ( oggi è la giornata dei proverbi).

In altre parole, dal lancio della campagna di marketing all’ottenere i risultati tangibili passa del tempo e questo, il cliente aggressivo non può capirlo, perché gli è stato promesso che i suoi problemi verranno risolti velocemente e con tecniche definitive.

Ma realtà è questa? Cosa stiamo vendendo con le parole?

Ecco che lo stesso title potrebbe diventare questo:

Dedicato a chi vuole vederci chiaro con il fisco: una guida semplice e completa

Questo title non è sensazionale ma è opportuno, è rispettoso delle persone ed è, soprattuto reale. Con questa introduzione non si promettono cose irrealizzabili e i lettori non vengono conquistati solo con la forza di una brutta parola.

Viva lo stile e viva il rispetto per la buona scrittura, abbasso a chi incita alla violenza verbale, perché non porta da nessuna parte.

La canzone di oggi è: La tempesta è in Arrivo – Afterhours