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Il ghepardo è un gatto enorme e non credo che un piattino di latte basti a soddisfarne l’appetito. Sherlock Holmes
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Contenuti web: il troppo materiale mi affatica

20/07/2017 - SCRITTURA WEB - , , , ,

Quanto è stato scritto e quanto viene ogni scritto sui contenuti web? Quintali di materiale, molto del quale utile, forse indispensabile a chi lavora in rete, altrettanto inutile, parassitario perché fa perdere tempo ed energie a chi legge.

Ma c’è una questione che non viene volentieri affrontata da chi lavora sui siti, sui blog e sui prodotti comunicativi, ovvero la quantità di informazioni che servono per creare dei buoni contenuti web.
Parto da un caso reale per spiegarmi meglio.

Di recente sono stata contattata da un cliente che ha la necessità di ‘sistemare’ il suo sito. Si tratta di un portale di medicina olistica, che pratica delle terapie molto interessanti, antiche, sicuramente efficaci. Il problema è nato dopo avere ricevuto una mole immensa di materiale da analizzare per procedere alla riscrittura delle pagine e dei post del blog.

Non sto scherzando, vi sto parlando di centinaia i file pieni zeppi di teoria sulla brand positioning, sull’analisi della concorrenza e anche sulle tecniche di scrittura. E questa era solo la base, perché poi c’era il contenuto vero e proprio, ovvero quello che lo studio fa, il settore di appartenenza, le innovazioni, il metodo insomma.

Quando ho visto tutto questo materiale mi sono messa le mani fra i capelli, e mi sono detta NO, non è possibile. Ma se io dovessi studiare tutto questo materiale per ogni cliente non mi basterebbero 50 ore per singola giornata e, in più, creerei una confusione mentale da urlo.

Allora mi sono chiesta: da dove parte questo problema sui contenuti web?

La riposta è dal caos che viene spesso generato in rete e dall’incapacità di scindere cosa serve da cosa non serve. Non sto parlando di buon materiale o di cattivo materiale, perché fare un’analisi così approfondita del brand e del posizionamento è lodevole, ma molto di questo materiale rimarrà non letto, quindi ad ammuffire in un angolo del computer.

Ecco quindi nascere la seconda domanda, ovvero cosa serve a un copy per potere redarre correttamente le pagine del menù, gli articoli del blog piuttosto che i comunicati?

Serve chiarezza, ovvero serve un documento che sappia riportare in modo chiaro e veloce le doverose ricerche fatte.

Queste ricerche devono interessare:

  • il target: lo studio e l’individuazione del target è fondamentale, perché è diverso scrivere a una teenager piuttosto che a una madre di famiglia, è diverso scrivere a uno sportivo piuttosto che a un intellettuale. Una volta individuato il target è stato realmente fatto ‘mezzo lavoro’, ma per farlo servono energie, tempo e denari;
  • il tone of voice: complementare al target, quindi le decisioni che il reparto marketing e comunicazione di un’attività hanno deciso di mettere in atto. Non posso dare del lei nel sito se poi su Facebook chi scrive usa un chilo di emoticons. Il tone of voice deve essere chiaro, deciso e unico per tutti gli strumenti comunicativi;
  • le informazioni: ok, quali? Quelle che servono, quindi tutto ciò che interessa l’attività, il suo raggio di azione, la sua natura, la sua innovazione, la sua peculiarità rispetto alle altre e rispetto ai competitors. In poche parole cos’è e chi è l’azienda o il brand per il quale sto scrivendo.

Basta, non mi serve altro, perché da questo punto in poi si sfora il copy e ci si avventura in altri campi, che interessano la grafica, l’uso delle immagini, l’usability e molto altro ancora.

Ecco cosa serve a chi scrive, a mio avviso: un target, un tone of voice ben chiaro e unico e le informazioni più importanti da inserire nel portale.

Tutto il resto mi stanca, anzi, mi sfinisce, perché non mi serve. E se un giorno mi servisse prenderei in mano il telefono e chiamerei l’azienda, per chiederle il materiale che mi serve.

Non si tratta di non avere voglia di studiare o di lavorare, ma di ottimizzare, di lavorare bene sul giusto materiale, quello che serve per fare un lavoro serio, completo e strutturato sui contenuti web, oggi.

La canzone giusta per riflettere sul troppo materiale è Troppo di Tutto Fabri Fibra